L’uovo in camicia e le sue tecniche di cottura

In molti mi avete chiesto quale fosse il metodo migliore per preparare un uovo in camicia. L’argomento mi ha divertito, quando poi si parla di tecniche in cucina mi si accende la lampadina.

Come coniugare la tecnica migliore al miglior risultato? Vanno considerate sempre le materie prime e le tempistiche.

  • Metodi di cottura

Molti per preparare l’uovo in camicia utilizzano il metodo del mulinello: si fa girare l’acqua creando un vortice e si versa l’uovo nel centro del vortice mentre gira. Questo metodo consente di fare un uovo per volta, e la rottura è frequente.

Ti propongo un metodo più semplice: utilizza la padella antiaderente, mettici 5cm di acqua e aceto e cuoci con l’acqua ferma alla temperatura più alta senza che arrivi al bollore. L’acqua che bolle potrebbe rompere l’uovo, ma se è troppo fredda non si cuoce bene.
Con questo metodo potrai cuocere più uova contemporaneamente.

Se vuoi puoi inserire l’uovo in un coppa pasta posato sul fondo della padella.

Se sei un appassionato di cottura a bassa temperatura, ti consiglio questo metodo. Non è un uovo in camicia, ma l’aspetto è simile: metti l’uovo con tutto il guscio in acqua a 64° per 45 minuti.

  • Quattro consigli che fanno la differenza

Qualsiasi metodo per l’uovo in camicia sceglierai, sempre e comunque:

  1. Scegli un uovo molto fresco, ti aiuterà ad evitare tutti quei filamenti che si perdono nell’acqua.
  2. Utilizza uova fredde di frigorifero, sono leggermente più compatte quando vengo aperte.
  3. Aggiungi 10g di aceto di vino bianco per ogni litro di acqua che utilizzerai, l’aceto aiuta la coagulazione dell’albume. 
  4. Utilizza una padella antiaderente con bordo alto.

Questo è il video che mi sono divertito a girare qualche tempo fa sulla cottura dell’uovo in camicia.

Tu come cucini l’uovo in camicia?

 

Ph: Raffaella Midiri Photographer

1 Comment

  • Elisa Posted settembre 25, 2018 8:05 am

    Ciao Paolo, io faccio bollire l’acqua (un bel po’) e lo sguscio dentro… vengono un po’ larghi ma non si rompono mai (a volte solo quando li estrai con la schiumarola). Che dici? Troppo easy come metodo? 😉

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