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Le erbe selvatiche Ed. Hoepli

 

 Datemi un paio d'ore e un campo: sarò felice. 

Ebbene si! Sono un appassionato di foraging: la raccolta di erbe spontanee che poi finiscono nei miei piatti.

Grazie a questo libro che mi accompagna sempre quando non riesco a incastrare il fantastico Gaetano dell'associazione A.M.E.R. Onuls, un pozzo di conoscenze e un occhio di lince nello scovare le erbe.

Una mappa a portata di mano

Questo è un ottimo libro per iniziare e prendere confidenza. E poi ha le dimensioni perfette per essere portato durante le passeggiate.

Nel libro sono descritti molto bene di ogni pianta i caratteri botanici, per evitare brutte sorprese. Non dimenticate mai la regola "in caso di dubbio è meglio non raccogliere", rispettando per altro le piante velenose, che comunque svolgono in natura un loro ruolo.

Le fotografie non sono bellissime ma anche qui è l'esperienza che fa la differenza: le erbe bisogna imparare a riconoscerle sul campo. Cambiano a seconda della stagione, dell'esposizione al sole, del tipo di terreno e dell'altitudine.

Utilissimo è l'indice alfabetico dei nomi, in cui sono uniti quelli volgari e scientifici insieme, quindi molto facile per la ricerca.

Foraging che passione ma con buon senso

Come già accennato prima: non vi improvvisate, non raccogliete a caso, e se non siete sicuri, rivolgetevi a chi fa questo per mestiere.

Raccogliere le erbe e fiori è prima di tutto un modo per riscoprire la nostra tradizione, le nostre radici e anche un buon modo per uscire dalla città e fare una passeggiata.

Prima di lanciarvi su bacche, cortecce o licheni (io devo ancora capire bene) andate alla ricerca delle erbe delle nonne: cicoria, tarassaco, ortica, senapone, cardo mariano, ramoracci, borragine, crispigno...

Ci vuole poco a confondere la cicuta (che invade i nostri prati in primavera) con le carote matte!

Natura, cucina e un pizzico di ricerca

La mia cucina è ricca di verdure, di materie prime fresche e non poteva non contaminarsi con la mia passione per il foraging e le tecnologie.

Le erbe di cambo hanno sapori diversi: delicatissimo come la pimpinella anche detta erba noce e il fiore di sambuco, intenso come la radice di ramoraccio (molto simile al rafano) oppure amaro come il luppolo selvatico.

Ogni pianta vuole cotture diverse, solo qualche esempio:

  • .Le erbe con molte fibre vi consiglio sempre di bollirle

  • Le erbe giovani le potete consumare crude come le cimette di rovo, che sono buonissime nell'insalata.

  • Ortica e borragine, anche giovani, vanno bollite, sempre.

     

Spesso le essicco per usarle come polveri che regalano ai piatti sapori e odori inaspettati, e anche colori. Le uso per farcire focaccie, uso le foglie per involtini, friggo o brino i fiori.

Se avete delle domande scrivetemi su chefdalicandro@gmail.com.

Buona passeggiata!